Buon Compleanno Pallavolo!


09 Febbraio 2018 - Per chi non lo sapesse, oggi è un giorno importante per gli appassionati di volley, lo potremmo definire "il compleanno dei compleanni". Già, perché il 09 Febbraio è il compleanno della pallavolo! 
Una "vecchietta ultracentenaria" (ne compie 123, per la precisione), che però negli anni ha saputo continuamente rinnovarsi, dividendo - tra chi amava le regole originarie e chi invece ne ha preferito la modernizzazione e la spettacolarizzazione - ma anche unendo - milioni di aspiranti giocatori in tutti gli angoli del pianeta ne fanno il terzo sport più praticato al mondo dopo il nuoto (1,5 miliardi di praticanti) ed il calcio (poco più di un miliardo) con poco meno di un miliardo di praticanti (fonte IRV Sevens).

E raccontiamola allora un po' di storia di questo splendido sport: benché infatti sin dall'antichità esistessero giochi con la palla che possono essere considerati i predecessori della pallavolo, il merito dell'invenzione della pallavolo in forma moderna - nata ufficialmente nel 1895 - va all'americano William Morgan, istruttore di educazione fisica presso un college dell'YMCA di Holyoke, nel Massachusetts... un illustre predecessore del nostro Giancarlo Fagiani, per capirci. In realtà c'è chi sostiene che già in epoca etrusca Carlo Valeriani predicasse pallavolo a destra e a manca, ma questo è un altro discorso e non essendo state rinvenute prove certe della cosa ci accontenteremo di credere alla storia, prendendo per buono il nome di Morgan.

Sicché, in quel nove febbraio Morgan radunò alcuni insegnanti nel college di Springfield ed effettuò una vera e propria "dimostrazione" di questo nuovo sport, da lui chiamato "mintonette". Formò due squadre ciascuna di 5 elementi (tra cui il sindaco e il comandante dei vigili del fuoco di Holyoke) "battezzando" così di fatto questo nuovo gioco, dalle regole profondamente diverse da qualsiasi altro sport in voga fino a quel momento.

Prima caratteristica peculiare era l'assenza di contatto fisico tra i partecipanti, motivo per cui agilità, prontezza dei riflessi e capacità di concentrazione prendevano il posto della forza, qualità fino ad allora primaria nelle attività sportive. Fu però Alfred Halstead, circa un anno dopo, a cambiare nome alla disciplina, tramutandola in volleyball in quanto "mintonette" era ritenuto "troppo femminile".

Bastarono appena una manciata di anni per far sì che la pallavolo si diffondesse a macchia d'olio anche in America Meridionale (Brasile, Argentina, Uruguay), nelle Filippine - e proprio ai filippini viene attribuita l'invenzione della "schiacciata" (tanto che da quel momento la nazionale filippina sforna annualmente migliaia di schiacciatori fortissimi... ma anche no...). Straripante il successo ottenuto anche in Cina e Giappone, mentre per il suo arrivo in Europa bisogna attendere la prima guerra mondiale, grazie (per modo di dire...) alle truppe americane. 

Nel 1938 venne introdotta una nuova tecnica che poi si rilevò fondamentale (infatti è uno dei fondamentali del volley...) rivoluzionando il gioco stesso: il «muro»; nel 1947 il gioco era ormai già pienamente diffuso tanto che i rappresentanti di 15 federazioni si ritrovarono a Parigi e crearono la Fédération Internationale de Volleyball, la FIVB

Da lì in poi è avvenuto quello che più o meno tutti sappiamo; sono cambiate più volte le regole, magari cambieranno ancora, ma non cambierà mai l'essenza primaria di questo sport. E siccome ho già parlato e scritto pure troppo, lascio raccontare questa "essenza" a chi certamente ne sa molto (ma mooolto) più di me, un "maestro" assoluto di questo sport con cui lo scorso anno ho avuto anche la fortuna di pranzare insieme, nell'ambito del progetto "M&G for Coaches". E dato che, soprattutto per noi italiani, le chiacchiere scambiate a tavola hanno sempre un valore speciale, ve lo faccio spiegare direttamente da Andrea Anastasi qual'è la vera essenza di questo sport: "C’è uno sport dove la palla bisogna passarla. Non per altruismo, per regolamento. C’è uno sport dove il campione, anche quello più forte al mondo, da solo non serve a niente. C’è uno sport dove la squadra è il valore assoluto. Dove solo la squadra ti permette di realizzare o meno i tuoi sogni. C’è uno sport dove si è costretti a muoversi in uno spazio ristretto: 81 metri quadrati, all’interno dei quali essere nel posto giusto o in quello sbagliato è una questione di centimetri che fanno vincere o perdere una partita, un campionato del mondo, una medaglia olimpica. C’è uno sport dove si segna o si subisce un punto ogni decina di secondi. In cui la partita è una scarica di adrenalina senza soluzione di continuità, dal primo all’ultimo secondo. C’è uno sport che è una partita a scacchi giocata ai 120 km/h. È il mio sport, la pallavolo, che dà emozioni, gioie e a volte delusioni. In una parola: passioni."

Che figata condividere la stessa passione (oltre alla stessa tavola) con un maestro come Andrea Anastasi, ma anche con un altro miliardo di persone...

BUON COMPLEANNO CARA E VECCHIA PALLAVOLO!

Valerio Finucci
[Ufficio Stampa M&G Scuola Pallavolo]

 

(Fonti: Wikipedia, FIVB, International Volleyball Hall of Fame)
(Photocredit: International Volleyball Hall of Fame)