Serie A: Leo Viciedo, benvenuto in Serie A!

 
Grottazzolina - Lo abbiamo lasciato per ultimo, ma non certo perché sia nostra intenzione ritenerlo meno importante degli altri. A dirla tutta, anzi, quando si è trattato di costruire il nuovo organico, il suo nome è uscito tra i primi, vista la ferma volontà di staff tecnico e dirigenza di dare a questo ennesimo "giovanotto fatto in casa" la possibilità di misurarsi con la pallavolo dei grandi.

Cubano classe '97, Leonardo Viciedo Palacios è un opposto mancino che a dispetto di un'altezza che certamente non ne fa un gigante per il volley attuale, ha mutuato dalle sue origini caraibiche doti di salto certamente non comuni, che gli consentono di prendere la palla ad altezza ragguardevole, con angoli interessanti. La sua storia sportiva è legata a doppia mandata con quella della Scuola Pallavolo M&G, società in cui cresce affermandosi in brevissimo tempo come giocatore sicuramente di gran lusso, per lo meno per quanto concerne il panorama pallavolistico regionale. 

Ora, finalmente, arriva per lui la possibilità di misurarsi tra i "grandi", andando ad arricchire un organico importante in cui potrà crescere ulteriormente, e tanto, imparando nuovi segreti da un "mostro sacro" come Stefano Giannotti; a Leo, invece, il compito non facile di mantenere sempre alto il proprio livello di concentrazione ed attenzione in allenamento. Il resto verrà da sé, mezzi fisici e tecnici non gli mancano di certo e siamo sicuri che coach Massimiliano Ortenzi, che lo ha fortemente voluto con sé in prima squadra, ha già ben chiaro in mente come sfruttarne le doti: "Mi piace sfatare un pochino il luogo comune che molti abusano, secondo cui i giovani sono diventati 'diversi' o 'non ci sono più i giovani di una volta'. Sicuramente i giovani sono diversi, ma non è detto che ciò debba per forza costituire un problema, dobbiamo semmai trovare gli strumenti giusti per farli appassionare e farli entrare in contatto con il nostro modo di fare pallavolo, cercando di tirare fuori il massimo da ciascuno di loro. Questo a volte significa avere a che fare con ragazzi più facili perché hanno passione e dedizione dentro, tipo Riccardo (Vecchi, ndr). Altre volte bisogna invece giocare partite più difficili. Ecco, Leo mi piace definirlo una partita più complicata, ma ha grande talento fisico e tecnico. Se sono andato per due-tre anni a prenderlo in macchina a Montelparo (suo paesino di residenza), anche d'estate, per portarlo in palestra o in spiaggia, è perché credevo e credo molto nel suo sviluppo futuro. Quello del portarlo nell'organico della Serie A deve essere il modo per fargli capire a chiare lettere che nell'alto livello può starci, ma dipende da lui; a noi, d'altro canto, sarà utile per renderci conto se abbiamo in casa un'altro giocatore pronto per giocare in Serie A. Per il momento posso dire solo che deve acquisire la consapevolezza di poter essere o diventare un giocatore di pallavolo a tutti gli effetti."

Un segnale forte, ma anche un bel biglietto da visita quello preparatogli da coach Ortenzi. Ora sta a Viciedo stamparci su, in maniera indelebile, il proprio nome, e le intenzioni sembrano quelle giuste: "Sono davvero entusiasta dell'opportunità concessami dalla società, non vedo l'ora di affrontare questa nuova sfida e mi sento pronto a dare il 100%!".

Ecco, poche parole e tanta voglia di dimostrare; come inizio può bastare, "i fatti" arriveranno presto. Benvenuto in Serie A Leo!

V.F.