Jacopo Brandi paura non ne ha!


M&G Scuola Pallavolo non ha voluto far mancare, già dalla scorsa settimana, il proprio sostegno all’iniziativa promossa dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco caratterizzata dall’hashtag “ILovePompieri”; quale occasione migliore per parlarne con chi ne ha fatto di recente una scelta di vita, passando dalla seconda linea del campo da gioco ad una vita sempre in prima linea.

Chi ci segue costantemente nei nostri canali ufficiali non può aver fatto a meno di notare, la scorsa settimana, la partecipazione orgogliosa e convinta che la società ha voluto manifestare all’iniziativa promossa dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e caratterizzata dall’hashtag “ILovePompieri”. I nostri supporter più assidui, inoltre, hanno già potuto leggere questa intervista domenica scorsa sui gradoni del Palas, in quanto inserita in anteprima nel giornalino periodico che realizziamo in occasione delle gare interne.

Obiettivo della campagna? Sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di un tema sociale che porti ad attribuire il giusto merito e valore ad una figura sempre in prima linea in occasione di qualsiasi situazione estrema e calamità, in nome di “una missione” che però va supportata da tutti, perché questi “eroi silenziosi” troppo spesso mettono a repentaglio la propria vita per salvare la nostra. Ecco dunque il motto di accompagnamento al progetto, “il Vigile del Fuoco vale mondo di più”.

E quanto vale allora, un Vigile del Fuoco? Vale tantissimo, perché non possiamo correre il rischio di sottovalutare l’impegno quotidiano di chi salva vite umane. Vale come l’amicizia, mi verrebbe da dire, l’amicizia che lega me e tutto l’ambiente di M&G Scuola Pallavolo ad un ragazzo davvero speciale, Jacopo Brandi, che per portare avanti questa sua “missione professionale” ha rinunciato persino alla passione di una vita, la pallavolo.

Jacopo, lasciare la pallavolo non dev'essere stato facile per te, che peraltro hai sempre e solo indossato questa maglia, cosa ti manca di più della pallavolo giocata?
Già, non lo è stato, per chi mi conosce sa che mi è difficile rimanere per così tanto tempo fuori da una palestra, quando la squadra ha iniziato la preparazione ho avuto un po' di nostalgia ma per ora ancora resisto... Più che altro mi mancano gli amici e i fratelli che fanno parte della società, con cui sono cresciuto.

Raccontaci in breve questa tua nuova esperienza, com'è iniziata e come ti è venuta l'idea di diventare un Vigile del Fuoco?
Quello del Vigile del fuoco è in realtà un percorso che ho intrapreso tempo fa. Essendo figlio di un operativo, sono cresciuto con la consapevolezza che da grande avrei fatto il pompiere… anche perché per fare il pallavolista non ero abbastanza forte ahah! Finalmente l'anno scorso ho ricevuto la chiamata del Ministero che mi preannunciava che a Maggio avrei iniziato il corso, naturalmente non ho  esitato.

Curiosa l’auto-definizione attribuitasi da Jacopo del “non essere abbastanza forte a pallavolo”, eppure le due stagioni vissute da protagonista in Serie A2 e le ulteriori in Serie B non ce le siamo sognate… vabbè andiamo avanti.

Dal salvare i palloni in difesa a salvare e proteggere vite umane il passo è breve, c'è qualcosa che accomuna la pallavolo alla tua nuova missione di vita?
La pallavolo mi ha insegnato tanto,  saper gestire l'ansia e la paura, ma sopratutto che il lavoro di squadra è essenziale. Nel mondo dei Vigili del Fuoco la squadra è tutto... si parte e si ritorna dall'intervento insieme, tutti remano nella stessa direzione, se c'è qualcuno in difficoltà lo si aiuta, se c'è un problema lo si risolve insieme. Tutte caratteristiche valide anche nella pallavolo. Naturalmente contestualizzato in altro ambito ma il succo resta quello.

Credi che i tanti anni vissuti nel volley ti abbiano in qualche modo aiutato e ti saranno di aiuto anche in futuro nel tuo percorso professionale? Se sì in che modo?
Naturalmente! Come ho detto prima il rapporto con i compagni, o colleghi, è tutto. Quando giocavo potevo essere definito un "uomo spogliatoio", cioè colui che cerca di creare amalgama tra i compagni con battute e scherzi (per Massi anche troppi ahah). Anche in caserma è essenziale essere uniti, fare squadra, scindendo naturalmente il momento goliardico con il momento dell'intervento dove bisogna dare il 200%.

La pallavolo come “lezione di vita” è un qualcosa di straordinario, raccontata da “uno di noi” lo è ancora di più. Ce lo fai un saluto speciale ai tifosi ed al mondo M&G?
Il mondo M&G per me è stata una famiglia, lo è ancora e per sempre lo sarà. Siamo partiti dalla serie C fino ad arrivare dove siamo ora, quindi io dico di non smettere mai di sognare, lavorare duro e mettercela tutta, perché insieme si raggiungono obiettivi che da soli non avremmo potuto nemmeno immaginare. Tutti insegnamenti che ho imparato qui e che mi accompagneranno sempre ed ovunque. Un grazie di cuore Fino alla fine M&G!

Grazie a te Jacopo, vero ed autentico “cuore Videx”.

V.F.